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Ecosistema Urbano 2019 è uno studio realizzato da Legambiente in collaborazione con Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore, con il patrocinio del Comune di Mantova, della Commissione europea, del ministero dell’Ambiente e di Anci e Agende 21 locali italiane, e il contributo di Ecomondo e Ideaplast. Sono stati esaminati oltre trenta mila dati, valutati in base a 18 parametri che determinano la classifica delle performance ambientali dei capoluoghi di provincia (o di regione come nel caso di Aosta).

I parametri sono raggruppati in 5 macro-aree (aria, acqua, rifiuti, mobilità, ambiente). A fronte di un ipotetico punteggio di 100 che spetterebbe a un capoluogo in grado di rispettare tutti i limiti di legge e di garantire una buona qualità ambientale per ognuno degli indicatori considerati viene quindi stilata una graduatoria nella quale il Comune di Aosta si piazza al 43° posto su 104 con un punteggio di 55,760.

Nel 2018 invece, Aosta si era piazzata al 32° posto con un punteggio di 58,50.

Siamo quindi di fronte ad un arretramento che ovviamente deve essere analizzato per potervi porre rimedio.

A questo indirizzo Internet è possibile consultare, per ogni città, i 18 parametri raggruppati per colore sulla base delle 5 marco-aree. Ecco le tabelle di Aosta con il raffronto tra il 2019 ed il 2018:

Come si può notare gli indicatori verdi sono sostanzialmente rimasti uguali (è leggermente migliorato il solare termico e fotovoltaico sebbene rimanga in assoluto molto basso); è migliorata la qualità dell’aria (ad esempio è diminuito il biossido di azoto); sull’acqua manteniamo un livello altissimo sulla depurazione (il 100%), c’è un leggero peggioramento sulla dispersione della rete idrica (sulla quale negli ultimi anni stiamo investendo molto con le sostituzioni delle tubature in concomitanza con i lavori del teleriscaldamento); sulla raccolta differenziata abbiamo un leggero miglioramento, mentre sulla produzione di rifiuti peggioriamo leggermente (e anche su questo tema con il nuovo appalto nel quale introduciamo il passaggio da tassa a tariffa possiamo solo migliorare, mentre occorre fare di più invece sulla riduzione della produzione dei rifiuti).

Infine una analisi a parte lo merita la mobilità che, come ampiamente noto, è il tallone di Achille del Comune di Aosta. Se vediamo un leggero miglioramento sulle piste ciclabili (ma, ovviamente, il grosso balzo in avanti lo faremo con il progetto “Aosta in Bicicletta” che è attualmente in fase di progettazione e che comporterà la realizzazione di ben 14 km di piste ciclabili nuove in città); gli incidenti stradali mantengo un tasso molto basso, ma il vero punto dolente è il Trasporto Pubblico Locale: permangono livelli bassissimi (che ci pongono in fondo alla classifica) sia per l’offerta di trasporto pubblico, sia come passeggeri del trasporto pubblico. E abbiamo ancora (questo dato figlio del periodo dei “buoni benzina”) un tasso di motorizzazione molto elevato.

Se si analizzano i dati, quindi, ciò che emerge è che gli indicatori presentano più o meno gli stessi valori dello scorso anno (qualcuno migliora, qualcun’altro peggiora ma sostanzialmente confermiamo il trend degli ultimi anni) e quindi il nostro arretramento (dalla 32° alla 43° posizione) non è dovuto ad un nostro peggioramento dei dati ma ad un netto miglioramento delle altre città. Il che ovviamente ci deve preoccupare ma ci chiarisce anche che la direzione che stiamo percorrendo è quella corretta: occorre però perseguire con maggiore incisività quella strada perché la competizione dei territori diventa sempre più agguerrita.

Mentre il punto debole permane il Trasporto pubblico sul quale il comune può intervenire con meno incisività poiché di competenza regionale.

Infine una annotazione di prospettiva. Diventa sempre più importante la pianificazione strategica (come stiamo cercando di fare con il #pianostrategico2030 di Aosta) perché l’attrattività di un territorio dipende dalla sua capacità di migliorarsi nel confronto con gli altri territori.

Una sfida difficile ma che non possiamo perdere!

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