fbpx

Il Partito Democratico della Valle d’Aosta ha ribadito, nell’ultima assemblea regionale, che l’elezione diretta del sindaco sia una scelta ineludibile. È indice fondamentale di democrazia per le nostre comunità locali, nonché fonte di chiarezza nei confronti dei cittadini. 

Il mantenimento di un rapporto diretto tra il primo cittadino e i suoi elettori deve caratterizzare, a nostro parere, tutti i comuni indipendentemente dalla loro dimensione demografica, così come avviene in tutta l’Italia. Ciò eviterebbe anche di creare confusione e dubbi sulla legittimazione del sindaco stesso, venendosi a creare, se la riforma attualmente all’esame del Consiglio Regionale passasse, due tipologie diverse di sindaci: quelli eletti direttamente dalla popolazione (nei comuni più grandi) e quelli  scelti dal consiglio comunale (nei piccoli).

Al fine di mantenere l’elezione diretta del primo cittadino, e consapevoli che una riforma della legge elettorale debba essere la più ampia e condivisa possibile, si potrebbe sperimentare, per i soli comuni sotto i 300 abitanti, una modalità di elezione che possa in qualche modo coniugare il sistema proporzionale con “panachage” e l’elezione diretta del sindaco:

  • ipotizzare un consiglio comunale di 7 membri compreso il sindaco, eliminando la giunta e attribuendo i compiti dell’organo esecutivo direttamente all’organo assembleare, al fine di incentivare la partecipazione ed il coinvolgimento degli eletti;
  • prevedere un sistema di elezione del consiglio/giunta proporzionale senza premio di maggioranza con l’introduzione del meccanismo del c.d. “panachage” (possibilità per l’elettore di votare una lista e di esprimere fino a 7 preferenze anche su liste diverse) e introdurre un secondo turno che preveda l’elezione diretta del sindaco scelto tra i consiglieri eletti.Questa sperimentazione dovrebbe inoltre prevedere che:
  • l’approvazione di una mozione di sfiducia votata dalla maggioranza dei consiglieri assegnati determini la decadenza del sindaco e dell’intero consiglio comunale;
  • in caso invece di dimissioni del sindaco presentate al protocollo dell’ente subentri il primo dei non eletti; il primo cittadino sarebbe  sostituito temporaneamente dal consigliere più anziano che avrebbe l’obbligo di indire le elezioni per il nuovo sindaco, da tenersi nei successivi 15 giorni.

Con ciò, si introdurrebbe il sistema del “panachage” nei comuni più piccoli con il ritorno ad un sistema proporzionale, si aumenterebbero i compiti e il peso del consiglio comunale che assommerebbe alle sue funzioni anche quelle della giunta e si manterrebbe un rapporto diretto tra cittadini e sindaco.

Share This