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Proviamo a spiegare cosa è successo in questi 4 anni sui servizi alla prima infanzia del Comune di Aosta e per quale motivo l’offerta che oggi si completa con la “co-progettazione” ridefinisce i servizi per i bambini 0/3 anni del capoluogo regionale.

Alcuni dati possono aiutare meglio a capire ciò che è successo.

Nel 2015, quando siamo stati eletti, il comune di Aosta gestiva personalmente o comunque sovvenzionava in qualche modo questi servizi:

  • tre nidi comunali (uno a gestione diretta in Viale Europa, gli altri due in Via Roma ed in collina esternalizzati mediante appalto) per complessivi 126 posti;
  • un nido privato sovvenzionato (La Farfavola nel Quartiere Cogne) per 30 posti;
  • due “garderies con relativi spazio gioco”

Il sistema complessivo dei servizi alla prima infanzia prevedevano quindi 4 nidi per complessivi 156 posti con servizi classici di “asilo nido” e due garderies, dove non veniva somministrato il pasto e la frequenza era molto meno rigida e più flessibile, che presentavano una media mensile su base annua di utenti pari a poco più di 40 utenti al Gatto Blu e circa 30 all’Ape Luna.

Il costo complessivo dei due servizi (asili nido e garderies) costavano al comune di Aosta 2.780.000 all’anno.

Nel corso degli anni sono calate le iscrizioni ma sono calati altresì i trasferimenti dalla Regione agli enti locali e al fine di mantenere la qualità ed il servizio si è dovuto intervenire, anche drasticamente con chiusure (prima l’asilo Farfavola che ha continuato il suo servizio senza contributi pubblici) e poi le due garderies.

Scelte non facili, ma tutte dettate dalla necessità di rivedere la spesa pubblica (una corretta e sana spending review, soprattutto sui servizi alla persona, ha bisogno di tempo e di coraggio) senza perdere sulla qualità del servizio.

Oggi, con il nuovo appalto sui nidi comunali, tutti e tre esternalizzati (Viale Europa, Via Roma e M. Berra) si aggiungono due nuovi nidi (o meglio, si riscoprono due nidi, la Farfavola con i suoi 30 posti in via Pollio Salimbeni e l’Ape Luna in Via Valli Valdostane con i suoi 16 posti) il comune di Aosta è in grado si finanziare complessivamente 172 posti nido sulla città (quindi un numero maggiore rispetto al 2015) con servizi aggiuntivi ed innovativi grazie proprio alla formula della “co-progettazione” che abbiamo voluto fortemente inserire nel programma di governo:

  • un servizio di sostegno alle famiglie dei quartieri;
  • spazi di coworking aperti a tutti;
  • uno sportello di supporto psicologico per aiutare le famiglie più in difficoltà;
  • uno spazio aggregativo per le famiglie;
  • sostegno per le famiglie con bambini disabili;
  • attenzione particolare alla prevenzione e all’inclusione;
  • sinergia con le associazioni di quartiere;
  • l’istituzione di un educatore di strada;
  • laboratori e animazioni di danza, musica e teatro;
  • e tanto, tanto altro….

Oggi, il comune di Aosta, dopo aver completamente riorganizzato i servizi, può permettersi di erogare 172 posti nido, con maggiore flessibilità rispetto al 2015, e con una serie innovativa di servizi aggiuntivi spendendo poco più di 1.630.000 euro.

Si è ridotto in 4 anni la disponibilità finanziaria sui servizi alla prima infanzia ma grazie ad un lavoro imponente degli uffici e all’impegno della parte politica tutta (dalla Giunta all’intero Consiglio Comunale, passando per i Presidenti della Commissione Servizi Sociali) si è potuto tornare ad offrire servizi di ottima qualità, nonostante gli enormi tagli subiti dal Comune di Aosta in questi anni.

Infine una piccola nota personale: alla chiusura della Farfavola la coordinatrice mi scrisse una lettera (che potete leggere a questo link)

Fu una lettera che mi colpì molto, mi fece riflettere e mi lasciò amareggiato: da padre, prima che da politico, mi sembrava una critica ingiusta anche se veritiera. Ne ho fatto tesoro ed oggi, posso finalmente dire: “si, ho capito che la flessibilità dei nidi è una ricchezza e ci stiamo investendo. Grazie per aver pazientato”.

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